domenica 7 gennaio 2018

Diario dei desideri - 4

                                                                                                  Carpi, 2 Gennaio 2018

Caro diario,

Sono sempre io, la tua regista di film mentali. In questi giorni ho notato che durante la nostra vita ci sono momenti dove sembra obbligatorio esprimere un desiderio, che siano le candeline della torta di compleanno,le 11:11 o il brindisi di Capodanno. E ogni volta che accade, sempre la stessa storia... È come se per un po' tutti i suoni intorno a me e la mia vista si offuscassero, nella mia testa sto proiettando un film impegnato e no. La torta non la mangio, non voglio altro da bere, non ho sonno. 
Voglio “solo” fare il mio film «Dunque, il tuo sogno, il tuo desiderio è essere una regista?» Non saprei, voglio sì essere la regista della mia vita ma non so se è quello che voglio fare nella vita. Considerando i miei registi preferiti probabilmente finirei per fare film/mattoni di 4 ore che avrebbero una trama complicata, un umorismo che probabilmente potrebbe piacere solo ad un inglese e farebbero scandalo quanto “Arancia Meccanica” il che potrebbe essere fantastico se solo non procedessero lenti come “Kill Bill vol.2” che per la cronaca, non ho ancora finito... (Chi l'avrebbe mai detto che un film di Tarantino avesse qualcosa in comune con i miei compiti di matematica?). 
Ma... Tornando ai “desideri”, uno di quelli che mi imbarazza di più è (ammettere di) voler fare l'attrice di teatro. Ogni tanto ci provo a buttarmi giù da sola ma più vado avanti con il mio corso, guardo spettacoli, mi infilo in qualche backstage... più capisco che lì c'è tutto quello che voglio fare. Un esercizio che ci fa fare spesso il nostro regista è camminare tutti insieme per il palco, e poi, ad un certo punto quando qualcuno si sente pronto per dire qualcosa corre all'estremità del palco e il resto deve fermarsi. Penso sia il mio esercizio preferito; sicuramente bello da vedere come persona esterna, ma ancor più bello da vivere... Perché, teatro è anche ascoltare, sei all'estremità del palco e il tuo regista, i tuoi compagni di corso, i tecnici, tutto il teatro “smontato” ti stanno ascoltando... E puoi anche prendere un applauso.
E forse, è questo il mio desiderio: essere ascoltata e magari ricevere un applauso.

CLARISSA SALVAGGIO

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