Carpi, 2 Gennaio 2018
Caro
diario,
Sono
sempre io, la tua regista di film mentali. In questi giorni ho notato
che durante la nostra vita ci sono momenti dove sembra obbligatorio
esprimere un desiderio, che siano le candeline della torta di
compleanno,le 11:11 o il
brindisi di Capodanno. E ogni volta che accade, sempre la stessa
storia... È
come se per un po' tutti i suoni intorno a me e la mia vista si
offuscassero, nella mia testa sto proiettando un film impegnato e no.
La torta non la mangio, non voglio altro da bere, non ho sonno.
Voglio “solo” fare il mio film «Dunque,
il tuo sogno, il tuo desiderio è essere una regista?» Non saprei,
voglio sì essere la regista della mia vita ma non so se è quello
che voglio fare nella vita. Considerando i miei registi preferiti
probabilmente finirei per fare film/mattoni di 4 ore che avrebbero
una trama complicata, un umorismo che probabilmente potrebbe piacere
solo ad un inglese e farebbero scandalo quanto “Arancia Meccanica”
il che potrebbe essere fantastico se solo non procedessero lenti come
“Kill Bill vol.2” che per la cronaca, non ho ancora finito... (Chi
l'avrebbe mai detto che un film di Tarantino avesse qualcosa in
comune con i miei compiti di matematica?).
Ma... Tornando ai
“desideri”, uno di quelli che mi imbarazza di più è (ammettere
di) voler fare l'attrice di teatro. Ogni tanto ci provo a buttarmi
giù da sola ma più vado avanti con il mio corso, guardo spettacoli,
mi infilo in qualche backstage... più capisco che lì c'è tutto
quello che voglio fare. Un esercizio che ci fa fare spesso il nostro
regista è camminare tutti insieme per il palco, e poi, ad un certo
punto quando qualcuno si sente pronto per dire qualcosa corre
all'estremità del palco e il resto deve fermarsi. Penso sia il mio
esercizio preferito; sicuramente bello da vedere come persona
esterna, ma ancor più bello da vivere... Perché, teatro è anche
ascoltare, sei all'estremità del palco e il tuo regista, i tuoi
compagni di corso, i tecnici, tutto il teatro “smontato” ti
stanno ascoltando... E puoi anche prendere un applauso.
E
forse, è questo il mio desiderio: essere ascoltata e magari ricevere
un applauso.
CLARISSA SALVAGGIO
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