Caro Diario,
stamani stavo riflettendo
sui pensieri che faccio prima di addormentarmi.
Premettendo che il
più delle volte, tempo cinque minuti e sto già dormendo, i pensieri sono quasi
sempre gli stessi: il rimpianto di aver fatto qualche cazzata ad allenamento o
il compiacimento di qualche goal o assist capolavoro, il resoconto della giornata,
il sapere che la mattina seguente devi andare a scuola e non puoi farci niente,
l’ansia pre-verifica (molto raramente), la consapevolezza che il domani sarà
uguale al giorno precedente per un paio d’anni ancora, la fissa con il voler
emigrare negli USA e la speranza di riuscir ad arrivare in alto, di sfondare
nel calcio magari.
E poi c’è il sabato
sera, la sera che tutti aspettano per andare a divertirsi o a ballare, mentre
io devo stare a casa per prepararmi mentalmente alla partita della domenica,
per pensare alla probabile formazione, alle tattiche avversarie e a volte in
vista delle partite più sentite si fa sentire anche l’ansia, che man mano
aumenta.
Un sacco di giovani
il sabato sera se ne fregano e pur avendo la partita rientrano tardi.
Io però la vedo più
come una questione di serietà, quando a inizio anno fai l’iscrizione, sei
consapevole che giocherai la domenica mattina, e allora devi fare una scelta: o
giocare a calcio, per provare a costruirti un futuro in quell’ambito, o
divertirti, che a sedici anni mi sembra più che normale.
I sacrifici ripagano.
GT
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