Caro diario,
Negli ultimi giorni mi è capitato di pensare a come siano
cambiati i miei desideri nel corso degli anni. Soprattutto in questo periodo,
quello natalizio, bambini e adulti possiedono desideri di vario genere, si tratta
per lo più di oggetti materiali che vengono incrementati anche dalle pubblicità
insistenti.
Il Natale è ormai sinonimo di consumismo in tutto il mondo.
Allora
mi chiedo se siano veramente i regali a renderci felici o le persone che ci
hanno pensato per farceli, se l’albero sia incantevole o il fatto che sia stato
decorato in armonia con qualcuno che lo rende tale, e ancora se Babbo Natale è
adorato perché esaudisce i desideri dei bambini o il fatto che sia l’emblema di
un uomo fondamentalmente buono con tutti che ci aggrada. Da piccola prediligevo
giocattoli, ora provo soddisfazione nell’avere vestiti nuovi da indossare o cellulari
all’avanguardia, ma niente in confronto a ciò che conta davvero. I nostri
desideri alla fine si riducono in speranze di un futuro migliore, con le persone
a cui vogliamo bene in salute e accanto a noi.
Ci sentiamo, a presto!
BALDO LAURA
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